NonCredo rappresenta l’unica pubblicazione culturale italiana totalmente dedicata alla informazione e documentazione dei NonCredenti, cioè di quei cittadini che, nel primato della laicità dello Stato, per qualsivoglia motivo NON SI RICONOSCONO IN ALCUNA RELIGIONE, ma soltanto nel rispetto delle leggi, di un’etica condivisa e nella solidarietà, optando in termini culturali per la cultura del dubbio contro ogni dogmatismo, per una consapevole autonomia della coscienza e per la più totale libertà della conoscenza e del pensiero Qualunque lettore potrà visionare due interi fascicoli della rivista di cultura laica NonCredo in questo sito, nonchè richiederne l’invio di un terzo in omaggio alla sua e-mail. Il modo per leggere regolarmente NonCredo oggi, nelle zone ove ancora non è nelle edicole, è l’abbonamento, ma dato il travolgente consenso riscosso a livello nazionale, contiamo di avere NonCredo in vendita nelle edicole italiane entro il prossimo anno
Il filosofo che fece dei futuri princìpi dell’Illuminismo europeo la base della giustificazione
sia etica sia cognitiva del comportamento umano, Siddharta il Buddha, anch’egli liberò gli
uomini dallo stato di minorità cui poi si riferirà Kant, invitandoli a non prestar fede a testi
sacri, credenze, tradizioni o maestri ma soltanto al proprio autonomo e personale percorso
critico ed esperienziale, illuminato dalla forza del dubbio, dalla verifica empirica e dal
rifiuto di dogmi e metafisiche. Coincidenza con gli stessi tre “inconoscibili” della “ragion
pura” kantiana.
di Giangiorgio Pasqualotto (professore ordinario di estetica, storia della filosofia buddhista e filosofia delle culture presso l'università di padova)
In un momento storico in cui vediamo con piacere nascere il
“Cortile dei Gentili”, “aperto agli atei e agnostici disponibili al dialogo”
(come chi scrive), erede della rimpianta “Cattedra dei non
credenti” di Martini, il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire il
17 marzo ha passato in rassegna molte iniziative internazionali
dell’ateismo militante. In quell’articolo cita anche noi in modo
asettico e corretto, scrivendo: «In Italia i senza dio (minuscolo!)
hanno una loro rivista, “Non credo”, edita dalla Fondazione
ReligionsFree, intitolata al suo presidente Paolo Bancale». Siamo
grati ai colleghi, lo diciamo con spirito amichevole, di Avvenire
per la citazione, ed a loro ci apriamo in uno spirito di dialogo.
Intanto con qualche chiarimento.
Il primo è che sia la Fondazione ReligionsFree sia la rivista
NonCredo non sono necessariamente i referenti dei senza dio,
cioè degli atei, ed anche se in parte capita che lo possano in pratica
essere, Fondazione e rivista intendono rappresentare tutti e soltanto
i “noncredenti”, e tali a qualsiasi titolo, cioè coloro che a prescindere
da qualsivoglia problema di divinità o non divinità «non
si riconoscono in nessuna religione», ma soltanto in un elevato
standard etico: liberale, spirituale, solidaristico, illuministico.
Il secondo chiarimento riguarda la grafia di “dio”: sì, lo scriviamo
minuscolo perché la semantica è inequivocabile, non polisemica
e senza sinonimi. La maiuscola è pura convenzione, come convenzioni
sono che in tedesco si scriva con l’iniziale maiuscola
qualsiasi sostantivo, anche quelli riguardanti i bisogni fisiologici,
e come nella lingua inglese si dia del “voi” anche al fratello ed al
gatto, in piena equivalenza col nostro “tu”. Convenzioni, quindi,
ma assolutamente, vi prego, non mancanza di rispetto, poiché
sappiamo bene quanto è importante quel “dio” per chi ci crede.
Ed infine, amici di Avvenire, siamo assolutamente disponibili a qualsiasi
dialogo rispettoso e costruttivo circa le rispettive, differenti e
lecitissime posizioni sulla scena nazionale, ed in questo spirito lockiano
e voltairriano vi apriamo le nostre pagine, con la possibilità di
esprimere il vostro pensiero direttamente ai nostri lettori, essendo
aperti ad ospitare, se accettate il nostro invito, un vostro articolo
sulle vostre visioni in rapporto alle nostre, quasi un “Cortile dei
Gentili” in anteprima. Ameremmo poter essere la pars construens di
un Dialogo e troveremmo arricchente sapere da voi come interpretate
il nostro ruolo culturale nella società italiana pluralista e secolarizzata
di oggi. Articolo che pubblicheremmo, ovviamente, senza alcun
commento da parte nostra. Cordialmente
“Siamo una nazione di cristiani e mussulmani, ebrei e indù e anche di Non Credenti” Barack Obama presidente USA
Le parole possono fare più male delle pietre quando le investiamo di sentimenti ambigui o ostili, dall’egoismo alla vendetta, dal pregiudizio all’odio. Pensiamo a “ebreo”, che da religione e etnia è passata alla connotazione dispregiativa datale da certa cultura cristiana, che li definì i “deicidi”, aprendo così le porte anche a pogrom e olocausti. E così sono, nella visione totalizzante di molte religioni, i termini: miscredente o infedele. Il messaggio è: chi non è con me è contro di me, guerra ai diversi da noi: non c’è posto per il cuore. Sia merito perciò al protestante Barack Obama di avere sdoganato, ufficializzato, solennizzato nel suo discorso di insediamento, la parola, il concetto, lo status di “unbelievers”, una parola sola per dire noncredenti, dando così il benvenuto formale nella società americana che lui presiede ai sessanta milioni, 60.000.000, di unbelievers, di noncredenti negli USA.
NONCREDO è una rivista che offriamo alla valutazione dei lettori quale prima pubblicazione,
nello scenario editoriale italiano, totalmente
dedicata alle esigenze culturali, di documentazione e di informazione
di quel 18 per cento della popolazione italiana, pari ad 11
milioni di cittadini, che nel totale rispetto delle leggi, dell’etica
condivisa e della più rispettosa tolleranza per le idee altrui, non
si riconosce in alcuna delle tante religioni istituzionalizzate, dogmatiche
e gerarchiche esistenti: parliamo dei noncredenti, e tali
a qualsiasi titolo e per qualsiasi motivazione interiore, culturale
o politico-sociale essi lo siano.
È bene che si sappia che noi noncredenti siamo un quinto della
popolazione nazionale, sparsi trasversalmente sui due sessi, in
tutto l’arco politico, in tutte le attività e professioni, presenti ovunque
sul territorio nazionale, dalle città alle campagne, ed in tutte
le gamme di età. Siamo una forza che crede negli ideali di laicità,
aconfessionalità, autonomia della coscienza e libertà di pensiero,
senza l’intermediazione di cleri di qualsiasi denominazione, o di
metafisiche o di mitologie. Siamo una forza che, potenzialmente, se
trova un valido polo aggregante, può contribuire a realizzare nella
legislazione e nei costumi italiani quei traguardi etico-culturali che
ci motivano.
Questo vuole essere il traguardo di NONCREDO, che si
rivolge parimenti anche ai tiepidi, ai non convinti, ai dubbiosi.
Essi troveranno in queste pagine molto rispetto sia per i loro dubbi
che per le loro fedi in crisi. Noi li inviteremo soltanto a riflettere,
a pensare razionalmente, eticamente e soprattutto autonomamente,
a coniugare nel proprio intimo coscienza, conoscenza e libertà.
Essi troveranno nelle nostre pagine più domande che risposte, e
tanti dubbi su cui meditare piuttosto che pseudocertezze o comodi
placebi in cui credere.